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| 16 lug 2021 | 16:41

Un'emorragia cerebrale a 52 anni, non ce l'ha fatta Scandroglio. Il mondo del soccorso alpino: ''Ci rivedremo oltre il ponte, buon viaggio, Lorenzo''

Volontario del soccorso alpino era inseparabile dal suo cane Cochise che lo seguiva negli interventi di recupero (uno degli ultimi quello in Abruzzo sul Velino per cercare gli alpinisti scomparsi sotto una valanga). Il malore gli è venuto al rifugio Alpe Veglia del Cai Città di Arona che gestiva

Un'emorragia cerebrale a 52 anni, non ce l'ha fatta Scandroglio
di Redazione

NOVARA. ''Alcuni addii non sono per sempre. Non sono la fine. Significano semplicemente: 'Ci mancherai finché non ci incontreremo di nuovo'. Ci rivedremo oltre il ponte, buon viaggio, Lorenzo''. Questo il messaggio di cordoglio e di grande dispiacere del Soccorso alpino e speleologico del Piemonte per ricordare la figura di Lorenzo Scadroglio. Il 52enne lombardo si è spento ieri all'ospedale Maggiore di Novara dopo che da qualche settimana era ricoverato in terapia intensiva per un'emorragia cerebrale che lo ha colpito al rifugio Alpe Veglia del Cai Città di Arona che gestiva. La struttura si trova sulle Alpi Lepontine all'interno del Parco naturale dell'Alpe Veglia e dell'Alpe Devero, nel comune di Varzo a quota 1.770 metri.

 

Le sue condizioni sono apparse subito gravi e quindi è stato elitrasportato in emergenza all'ospedale dove i sanitari hanno fatto di tutto per salvarlo ma, giorno dopo giorno, il quadro clinico non è migliorato e alla fine, ieri, l'uomo è spirato. Volontario del Soccorso alpino si accompagnava spessissimo con il suo cane Cochise che lo aiutava anche negli interventi di soccorso ed era un amante della montagna a 360 gradi: scrittore, appassionato di giornalismo, era stato tra gli ideatori del festival Letteraltura di Verbania.

 

Ha gestito con la guida alpina Cecilia Cova il rifugio Miryam in Val Vannino Alta Val Formazza, di proprietà delle Acli Milanesi, e poi il Città di Arona all’Alpe Veglia e negli anni sono stati tantissimi gli interventi di salvataggio cui ha preso parte. Uno degli ultimi, a gennaio con il suo cane Cochiese dell’Unità cinofila, sul monte Velino, in Abruzzo, per cercare un gruppo di scialpinisti dispersi sotto una valanga.

 

 

Questo il ricordo del Soccorso alpino nazionale: ''L'abbraccio di tutto il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico alla famiglia e agli amici di Lorenzo, venuto a mancare troppo presto. A tutti gli operatori del Soccorso Alpino e Speleologico Piemonte e a Cochise, il suo inseparabile cane da ricerca, un incoraggiamento a proseguire nelle attività di soccorso con la stessa passione e dedizione che ci metteva Lorenzo''.

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